ALAN STIVELL 50th Anniversary

'The 50th Anniversary'

ALANSTIVELL, alfiere della musica bretone, eccelso alchimista tra presente e passato, festeggia 50 di carriera presentando i brani di successo più suggestivi, magistrale combinazione di sonorità originali alla tradizioe dell'arpa celtica. 

DISPONIBILE ESTATE 2018

GENNAIO 2018

ven 19 gennaio – AOSTA, Teatro d'Aosta
Info: cooming soon!
Prevenditi disponibili su:  cooming soon!

 

Interprete eccelso nelle ballate e nelle danze celtiche di sapore tradizionale, Alan Stivell è stato tra i primi ad esplorare anche sonorità più moderne, portando con grande maestri gli strumenti tradizionali ed i testi bretoni, in un mondo attuale fatto di  suoni  e musica elettronica e fondendo suggestioni dalle tradizioni di tutto il mondo.

 
Già nel 1973 Alan è considerato l’alfiere della rinascita della musica bretone, creando il concetto stesso della musica Celtica e rendendolo popolare, a partire dal successo mondiale dell’album Renaissance de la harpe celtique, che vende un milione di copie e lo rende celebre in tutto il mondo.
 
Dopo più di venti album e 40 anni di concerti, oggi Stivell continua il suo lungo percorso di esplorazione di atmosfere musicali differenti, rimanendo fedele alle suggestioni dell’arpa, riproposta però in maniera assolutamente originale ed aperta alle influenze più moderne.
 
Le ultime uscite includono l’imminente doppio cd “Best Of” (che comprende i brani piu noti e la rimasterizzazione dell’album del 1972) e  “Emerald”, del 2009 il disco che segna il ritorno alla radici folk del album “Chemins de Terre” , che esplora canti tradizionali, fondendo le radici bretoni con le influenze di un viaggio intorno al mondo, dall’Africa all’Asia, a segnare un’altra tappa di un lungo originale viaggio musicale che continua. Stivell rimane infatti uno dei pochi a sapersi muovere in modo così naturale, anche nelle sue improvvisazioni, in una musica veramente mondiale, world, senza confini. Oltre ad essere interprete eccelso nelle ballate e nelle danze celtiche di sapore tradizionale, è stato inoltre  uno tra i primi ad esplorare sonorità più moderne, ed a portare con grande maestria strumenti tradizionali e testi bretoni in un contesto attuale fatto di campionamenti ed elettronica.
 
Ad Alan Stivell, nome d’arte in bretone di Alain Cochevelou, si deve la rinascita e il rinnovamento della musica tradizionale bretone, che, a partire dagli anni ‘70, lo ha reso celebre nel mondo. Il suo nome è legato indissolubilmente all’arpa celtica, strumento del quale non solo è un virtuoso, ma che è letteralmente rinato con lui.
Il padre, Jord Cochevelou, legato alla cultura del suo paese di origine, la Bretagna, è anche un valente musicista e liutaio e sogna la ricostruzione, attraverso lo studio di antiche testimonianze e disegni, di un’autentica arpa celtica, mitico strumento oramai dimenticato da secoli. Nel 1953 Jord realizza il sogno e offre la rinata arpa a suo figlio, di soli 9 anni, che già suona l’arpa classica (e il pianoforte) come un vero enfant prodige. Nelle sue mani, l’arpa celtica torna a nuova vita.  
 
Nel 1955, all’età di undici anni, è per la prima volta sul palco dell’Olympia e tuttora rimane l’artista più giovane esibitosi nel tempio della canzone francese, un record difficilmente battibile.   Oltre ad apprendere la lingua bretone, Alan impara a suonare la bombarda e la cornamusa strumenti utilizzati nella musica tradizionale bretone. I membri di uno dei maggiori ensemble bretoni di musica tradizionale, il Bagad Bleimor, lo invitano a fare parte del gruppo come solista cedendogli praticamente il rango di leader: Alan Stivell ha 14 anni. La sua prima incisione discografica risale al 1959, con un primo 45 giri; seguiranno ventidue album, molti dei quali fanno parte della storia del folk revival mondiale.  
 
La sua caratteristica non è la semplice riproposizione della musica tradizionale, ma il suo utilizzo per una nuova musica bretone. Nel 1971, Alan pubblica l’album Renaissance de la harpe celtique, totalmente strumentale. Accanto all’arpa celtica, compaiono anche le percussioni e la chitarra acustica affidata ad un virtuoso bretone, Dan Ar Braz. Nel 1972 Stivell torna all’Olympia: è il trionfo. Per l’occasione si fa accompagnare da musicisti di assoluto valore come lo stesso Dan Ar Braz, Gabriel Yacoub, futuro leader dei Malicorne e dal batterista còrso Michel Santangeli. L’album dal vivo registrato per l’occasione vende oltre un milione di copie.  
 
Già nel 1973 Alan è considerato l’alfiere della rinata musica bretone (e celtica) e comincia ad essere noto in tutto il mondo. Lo stesso anno, va in tournée negli Stati Uniti, in Canada e in Gran Bretagna, dove la celebre rivista musicale Melody Maker incorona il suo album Chemins de Terre come miglior album dell’anno.  
 
Nel 1980 si ha la svolta sinfonica con un album doppio che resta il più famoso: Symphonie Celtique. Con una formazione spiccatamente rock, un insieme di bombarde e cornamuse e un’orchestra sinfonica, Alan si fa accompagnare dalla cantante berbera Djourha e dal sitar del nepalese Narendra Bataju, allievo prediletto del grande Ravi Shankar. Il risultato è un affresco musicale di inusitata bellezza.
  
Seguono altri album e concerti in tutto il mondo. Nel 1995 pubblica Brian Boru (capo guerriero irlandese che sconfisse i Vichinghi): questo album segna il suo deciso ritorno alla musica più tradizionalmente celtica.   Nel 1998 è la volta del diciannovesimo album della lunghissima carriera di Alan Stivell, intitolato 1 Douar: nell’album compaiono Youssou N’Dour, il “re del raï” algerino Khaled, Jim Kerr del gruppo scozzese Simple Minds e il grande Paddy Moloney dei Chieftains. Con quest’ultimo album, Alan intende dimostrare che le differenze di cultura e di lingua (bretone, inglese, wolof, arabo) sono le componenti fondamentali dell’umanità.
 
WEBSITE  www.alan-stivell.com